Grok Bot 1.0: cosa si sa finora su Microsoft Teams, Tasks e SMS, e quali conversazioni vedrebbe
Grok Bot 1.0 non è ancora stato rilasciato, ma una build trapelata mostra Teams, Tasks e una scheda per gli SMS. Ecco cosa è confermato e cosa no, quali conversazioni leggerebbe, dove finirebbero i dati e quali controlli attivare subito in Microsoft 365.
Giulio PessioneAI nei processi aziendali9 min
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Grok Bot 1.0 non è ancora stato rilasciato. Secondo TestingCatalog circola una build non ufficiale con tre novità in sviluppo: l'avvio dei bot da Microsoft Teams, una vista Tasks e una scheda Texting con permessi per leggere e inviare SMS. Non ci sono date né prezzi. Il connettore Teams compare già nella documentazione di sicurezza di xAI, dove il bot agisce come l'utente collegato su computer che girano negli Stati Uniti: un'azienda può quindi lavorare fin da ora sui permessi delle app in Microsoft 365.
Cos'è Grok Bot 1.0, e cosa è confermato a inizio novembre 2026?
Di Grok Bot 1.0 esistono una build non ufficiale, scaricabile da un link pubblicato su X, e un articolo di TestingCatalog che la presenta come "the first stable version" dell'agente. La stessa testata precisa che "No confirmed release timeline exists for any of these experimental features". Anche il nome del produttore oscilla: TestingCatalog scrive "SpaceXSI" nel titolo e "SpaceX AI" nel testo, mentre le FAQ su docs.x.ai parlano di modelli SpaceXSI. Qui uso "xAI" per chi pubblica la documentazione.
Oggi è documentato questo. Secondo la panoramica ufficiale, ogni bot lavora su un computer persistente con browser, filesystem e terminale, e "The computers Bots work on run in Cursor's cloud". I bot lavorano in parallelo e condividono file, sessioni del browser e login. Slack è già supportato. L'avvio da Teams, Tasks e Texting sono invece in sviluppo (TestingCatalog). Discord compare solo in un post su X di un utente esterno.
Su WhatsApp e Telegram la testata scrive che "There are no indications yet of dedicated WhatsApp or Telegram support". La pagina sicurezza però elenca già un connettore WhatsApp Business, con host ah-api.merge.dev e graph.facebook.com. Per piani e configurazione rimando alla guida su come impostare Grok Bot, per il confronto con gli altri agenti di questo tipo ad assistenti AI sempre attivi.

Cosa cambierebbe con Grok Bot su Microsoft Teams, visto che Teams è già tra i connettori?
Cambierebbe il punto da cui si avvia il bot, non l'accesso ai dati. La pagina sicurezza elenca già "Outlook, Outlook Calendar, OneDrive, Microsoft Teams", con host graph.microsoft.com, e precisa che "Bots act as the signed-in member". Un dipendente che ha collegato il proprio account Microsoft può quindi già far lavorare il bot su Teams. La novità descritta da TestingCatalog è avviare i bot da dentro Teams, come oggi si fa da Slack.
Su Slack, secondo la pagina sui bot condivisi, serve l'approvazione dell'amministratore del workspace. Il bot "acts for the teammate who mentioned it", nei thread risponde anche senza menzione e consuma la quota della persona a cui risponde. Le chat private con il bot le vede solo chi le fa. Chiavi e file condivisi li vedono invece tutti gli utenti di quel bot.
Quali conversazioni Teams vedrebbe un bot, a seconda dei permessi concessi?
Dipende dal tipo di accesso. Microsoft distingue, nella pagina sui permessi delle app Teams, l'accesso delegato, con cui l'app vede "only the information that the user can access", e quello applicativo, che solo gli amministratori approvano. Un bot di base "only receive[s] messages in chats where users explicitly mention a bot", ma vede nome, UPN ed email dei membri e può scrivere loro anche se non hanno interagito. La stessa pagina avverte: "This data leaves the corporate network".
Il perimetro si allarga con i permessi RSC, il consenso per singola risorsa. Secondo la documentazione RSC, ChannelMessage.Read.Group legge "all of this team's channel messages" e ChatMessage.Read.Chat tutti i messaggi di una chat. Il consenso lo dà l'utente che installa l'app, "without requiring explicit consent from administrators", per tutti i permessi richiesti insieme. Restano esclusi i canali privati e condivisi, salvo aggiunta esplicita.
Via Microsoft Graph, l'endpoint per elencare i messaggi di una chat accetta Chat.Read delegato e Chat.Read.All applicativo. Su Slack lo scope channels:history legge i canali pubblici in cui l'app è stata aggiunta, e le routine di Grok Bot possono scattare su "any message", in "one channel or all of Slack".
Quali scope chieda il connettore Teams di Grok Bot, la documentazione non lo dice: sappiamo solo che i token restano sul backend di Cursor. Nel caso peggiore il perimetro coincide con tutto ciò che legge la persona collegata: canali di progetto, chat con i clienti, conversazioni con l'ufficio del personale.
Cosa sono Tasks e la scheda Texting, e cosa si sa davvero degli SMS?
Tasks sarebbe una vista d'insieme; Texting oggi è poco più di un nome. Secondo TestingCatalog, Tasks raccoglierebbe processi in corso, routine pianificate e lavoro delegato a più bot. La scheda Texting contiene solo un'etichetta, mentre nelle impostazioni del computer c'è una sezione "Messages" con i permessi per leggere e inviare SMS. iMessage e RCS sono un'ipotesi dell'autore, non un dato della build.
Le routine hanno già limiti documentati nella pagina su skill, routine e automazioni: 50 per bot, 300 esecuzioni l'ora in totale e solo gli ultimi 20 record di esecuzione conservati. Per ricostruire a posteriori cosa ha fatto un bot su un canale aziendale, è una traccia corta. La documentazione dell'app mobile cita contatti, posizione e calendario, ma non gli SMS.
Gli SMS di un telefono aziendale possono contenere codici OTP, conversazioni con i clienti, notifiche bancarie. Un agente che li legge allarga il perimetro dei dati che passano da un fornitore esterno, come visto per un agente AI su WhatsApp Business.
Dove finirebbero le conversazioni aziendali lette da Grok Bot?
Per quanto documentato, negli Stati Uniti. La pagina sicurezza scrive: "Grok Bot computers run in the United States", con il programma di residenza dei dati solo USA di Cursor. Nessuna regione UE è citata.
Il modello non si sceglie: secondo le FAQ, il sistema usa per ogni attività un modello SpaceXSI o di terzi tra i sub-processor, e l'allowlist dei modelli del team Cursor non vale per Grok Bot. La Legacy Privacy Mode non è supportata. Con la Privacy Mode attiva "customer data is not used for training", ma la Zero Data Retention dipende dai contratti con i fornitori dei modelli e i dati segnalati dai filtri anti-abuso possono essere conservati (xAI). Inoltre i bot non sono un confine di sicurezza tra loro (FAQ): ciò che uno salva sul computer, compresi i contenuti letti da Teams, è accessibile agli altri bot dell'utente.
Il riferimento contrattuale è il DPA di Cursor, aggiornato al 5 novembre 2025: Clausole contrattuali standard, DPC irlandese come autorità di riferimento, 30 giorni lavorativi di preavviso sui nuovi sub-processor, notifica delle violazioni entro 48 ore. Il testo però non nomina Grok Bot: va chiesto per iscritto se lo copre. Gli obblighi che restano all'azienda come titolare sono nella pagina su AI e GDPR.
Quali controlli ha oggi l'amministratore, tra Microsoft 365 e Cursor?
I controlli più incisivi stanno dal lato Microsoft; dal lato Cursor sono pochi e in parte riservati a Enterprise. Sui team self-serve, secondo la pagina Team ed Enterprise, "There is no switch to turn it off" e "Any permitted connector is available to every Bot a member runs".
| Controllo | Dove si imposta | Stato documentato |
|---|---|---|
| Blocco di app di terze parti per tipo o per utente | Amministrazione di Teams (fonte) | Disponibile; nelle nuove organizzazioni di default tutte le app sono consentite |
| Divieto di consenso da parte degli utenti, revoca | Teams ed Entra (fonte) | Disponibile; consenso per l'organizzazione solo dal Global Administrator |
| Spegnere Grok Bot per il team | Cursor (fonte) | Non disponibile sui team self-serve |
| Audit log delle azioni dei bot | Cursor (fonte) | Solo Enterprise |
| Action Recording (90 giorni) | Cursor (fonte) | Spento di default |
| Regole "Ask first" | Istruzioni del bot (fonte) | Raccomandate; le approvazioni scadono dopo circa 30 minuti |
| Residenza dei dati | Trattativa con l'account team (fonte) | Da concordare; nessuna regione UE citata |
Quanto costerebbe, e come si evita che routine sempre attive consumino la quota?
Per la 1.0 non c'è un prezzo (TestingCatalog). Oggi Grok Bot ha una quota che "resets weekly", legata al piano X, SuperGrok o Cursor (panoramica); le cifre sono nella guida su come impostare Grok Bot. Oltre la quota l'uso lo fattura Cursor: il tetto mensile non ferma un'attività già in corso (FAQ) e "A separate Grok Bot spend cap is not available today" (Team ed Enterprise).
Per attribuire la spesa a persone, reparti e processi rimando a monitoraggio dei costi AI.
Da dove partire prima che Grok Bot 1.0 arrivi su Teams?
Si parte dall'interfaccia di amministrazione di Microsoft, perché le leve che funzionano oggi sono lì.
- Niente build non ufficiali su telefoni e computer aziendali.
- Verificare Teams: criteri di autorizzazione delle app, consenso degli utenti, app di terze parti con permessi come ChannelMessage.Read.Group o Chat.Read.
- Censire chi usa già Grok Bot con i connettori Teams o Outlook, e con quale piano.
- Decidere cosa resta fuori (canali con clienti, HR, trattative, telefoni con SMS e OTP), poi scrivere regole d'uso brevi e formare le persone.
- Chiedere a Cursor per iscritto se il DPA copre Grok Bot e se è prevista una residenza in UE.
Grok Bot non è l'unica strada per un agente su Teams o sulla posta. Si può costruire un agente personalizzato con permessi minimi, approvazione umana e registro delle azioni, usando un modello di frontiera via API con le condizioni contrattuali giuste, un modello in locale dove i dati non devono uscire, o entrambi. Quando un servizio cloud copre il bisogno con controlli adeguati, è una scelta legittima; se serve tenere tutto in casa, server e software possono arrivare già configurati. Il primo passo è una valutazione di quali conversazioni l'agente deve davvero leggere.
Domande frequenti
Si può installare la build di Grok Bot 1.0 che circola su X?
Tecnicamente sì, ma secondo TestingCatalog non è un rilascio ufficiale e le funzioni descritte sono sperimentali e senza date. Su dispositivi e account aziendali è meglio aspettare la versione distribuita da xAI e la relativa documentazione.
Grok Bot supporterà WhatsApp, Telegram o Discord?
Secondo TestingCatalog non ci sono indizi di un supporto dedicato a WhatsApp o Telegram. Discord compare solo in un post su X di un utente esterno. Il connettore WhatsApp Business esiste già nella documentazione di sicurezza xAI e passa da merge.dev e graph.facebook.com.
Si può scegliere quale modello AI usa Grok Bot sui dati aziendali?
No. Secondo le FAQ di xAI, il sistema sceglie per ogni attività un modello SpaceXSI o di terzi tra quelli dei sub-processor, e l'allowlist dei modelli impostata nel team Cursor non si applica a Grok Bot.
Eliminare un bot cancella i dati che ha letto?
Non del tutto. Le FAQ di xAI precisano che eliminare un singolo bot non cancella file e login presenti sul computer condiviso dall'account. Con l'eliminazione dell'intero account, i dati vengono rimossi entro 30 giorni.
Chi scrive
AI engineer
Sono un AI engineer: progetto e realizzo sistemi di intelligenza artificiale per le aziende, soprattutto nei processi commerciali come vendite, assistenza clienti, qualificazione dei contatti e automazione. Seguo la parte tecnica dall'inizio alla fine: configuro i server per l'AI in locale, sviluppo assistenti sui documenti e agenti, e li integro con i programmi già in uso in azienda.
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