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Come impostare Grok Bot: abbonamento, computer in cloud, app collegate e permessi

Impostare Grok Bot richiede pochi minuti, ma le scelte che contano sono altre: quale piano, la Privacy Mode, quali app collegare (valgono per tutti i bot) e quali azioni lasciare all'approvazione umana. Ecco cosa configurare e quali dati passano da Cursor e xAI.

Lilium AIAI nei processi aziendali10 min

Pubblicato il

Per impostare Grok Bot servono un account Cursor, un piano idoneo e pochi minuti nell'app. Tra gli abbonamenti X, il primo che lo include è Premium, a 30 $ al mese o 30 $ a posto nei piani team. Per un'azienda contano altre scelte: verificare la Privacy Mode, collegare solo le app necessarie, perché valgono per tutti i bot dell'account, e lasciare invii ed eliminazioni all'approvazione di una persona. Prima di affidargli dati aziendali bisogna sapere che i bot lavorano su computer in cloud di Cursor negli Stati Uniti.

Cos'è Grok Bot e cosa serve per iniziare a usarlo?

Grok Bot è un agente di xAI che lavora su un computer in cloud persistente, con browser, filesystem e terminale, e continua anche quando il tuo dispositivo è spento. Non risponde e si ferma come un chatbot: usa browser e file, lavora sulle app collegate come la posta e può ripetere compiti a orari stabiliti.

La beta è partita l'11 agosto 2026 su desktop e iOS. Il 26 agosto è stata estesa a tutti i piani SuperGrok, a Cursor Pro, Pro+ e Ultra e a Teams, e il 3 settembre è arrivata la versione Enterprise.

Secondo la guida introduttiva servono un account Cursor, un piano che includa Grok Bot e l'app su macOS, Windows, Linux, iOS o Android. Sui telefoni servono iOS 18 o Android 9, o versioni successive. La guida non indica limiti per paese o per età: oggi non sono documentati, ma non è detto che non esistano, quindi conviene verificarlo prima di distribuire l'app al personale. Il confronto con Claude Duet, OpenAI Dots e Meta Muse è in questo articolo sugli assistenti sempre attivi. Qui ci concentriamo sulla configurazione.

Quale abbonamento serve per Grok Bot, e quanto costa davvero?

Tra gli abbonamenti X, il piano più economico che include Grok Bot è Premium a 30 $ al mese. Plus, a 8 $, non lo comprende. Sono i listini della pagina prezzi ufficiale di xAI, consultata il 30 ottobre 2026: possono cambiare e non includono le imposte sulle vendite. Grok Bot è incluso anche nei piani SuperGrok e in Cursor Pro, Pro+ e Ultra, ma le pagine consultate non ne riportano i prezzi.

PianoMensileAnnualeUso rispetto al piano baseGrok Bot
Plus8 $80 $baseno
Premium30 $300 $4 voltesì
Super100 $1.000 $15 voltesì
Ultra200 $2.000 $50 voltesì

Per i team gli stessi livelli costano 30, 100 e 200 $ a posto. Il prezzo di Enterprise non è pubblicato: Cursor rimanda al proprio commerciale.

Il listino non mostra tre elementi del costo reale.

Per il confronto con gli abbonamenti degli altri fornitori e con le API c'è la pagina sui modelli di frontiera in azienda.

Come impostare Grok Bot, passo per passo?

Per creare un bot si accede all'app, si preme il pulsante + nella barra laterale, poi Create a Bot, si sceglie un nome e si conferma con Create. La guida chiede di dare a ogni bot un solo compito principale. Il lavoro vero sta nelle impostazioni intorno.

Schema a livelli della configurazione di Grok Bot: abbonamento da 30, 100 o 200 dollari al mese per posto, account Cursor con Privacy Mode, computer in cloud negli USA condiviso tra i bot, app collegate valide per tutto l'account, permessi sul telefono e approvazioni; a lato i controlli disponibili solo in Enterprise.
I livelli da configurare in Grok Bot e i controlli riservati al piano Enterprise (fonte: documentazione xAI, consultata il 30/10/2026).
  1. Collega l'abbonamento. Su desktop: Settings → Usage & Billing → Get Access with Grok. Su mobile: Link Grok Account, poi Finished Linking? Refresh My Status (guida introduttiva).
  2. Controlla la Privacy Mode. Chi ha la Privacy Mode (Legacy) deve passare a quella standard, perché Grok Bot deve archiviare dati in cloud. Non spegnerla: da qui dipende l'uso dei dati per l'addestramento.
  3. Crea un bot per ogni processo, con un nome che dica cosa fa: uno per la casella delle richieste, uno per i report del lunedì.
  4. Salva le skill. Un percorso mostrato una volta diventa una skill ripetibile a orari stabiliti. Non addestra il modello: è una sequenza di passaggi memorizzata.
  5. Niente password in chat. La documentazione lo dice in modo esplicito: le password non vanno incollate nella conversazione. Password e dati di carte passano da Secure Form o Vault, così il modello non le riceve.

Quando serve un'approvazione o un sito blocca l'automazione, il bot ti restituisce quei passaggi: conviene progettare i compiti in modo che le azioni con conseguenze passino comunque da te.

Come si collegano Gmail, Drive, Slack e le altre app, e cosa possono fare?

Si va su Connect apps, si cerca l'app, si accede al fornitore con Authorize o Authenticate e si controlla che compaia sotto Installed (documentazione su computer e app). La parte da valutare è cosa ottiene il bot.

AppCosa riporta la documentazione
Gmaillettura, ricerca, bozze, invio, etichette
Google Calendar, Sheets, Driveeventi, fogli e file
Slackpubblicazione nei canali autorizzati
Xsolo ricerca pubblica
Notion, Outlook, SharePoint, 1Passwordapp collegabili, con note sui permessi delegati

Fonte: xAI, Computer and apps.

Per un'azienda il punto chiave è che le app valgono per tutto l'account e ogni bot può usarle. I bot dello stesso utente condividono lo stesso computer in cloud, con file, sessioni del browser e accessi alle app. Se colleghi Gmail per il bot dei report, anche il bot che naviga siti esterni può arrivare alla tua posta.

Un'app può fare solo ciò che l'account collegato può già fare: collegare una casella condivisa o un account di servizio con accessi limitati è più prudente che usare l'account dell'amministratore. Attenzione anche alla rimozione: chi rimuove un'app perde tutto ciò che aveva aggiunto.

Se ogni flusso richiede permessi diversi (leggere gli ordini senza toccare le fatture), un assistente con app condivise a livello di account non è adatto. Servono agenti costruiti sul singolo flusso, con permessi minimi e registro delle azioni.

Quali permessi chiede Grok Bot sul telefono?

Su iPhone e Android, Grok Bot può chiedere accesso a calendario, contatti, posizione, sveglie e timer. Sul calendario può leggere, aggiungere, modificare ed eliminare eventi. Solo su iPhone si aggiungono Promemoria e Apple Home, comprese serrature, garage e sistemi di sicurezza. I permessi si gestiscono in Settings → Connect apps, e il bot raggiunge il telefono solo mentre l'app è aperta.

Sui telefoni aziendali conviene fissare una regola prima di distribuire l'app: negare di default contatti e posizione, concedere il calendario solo a chi serve (ricordando che include la cancellazione) e non collegare Apple Home su dispositivi che gestiscono accessi a uffici o magazzini.

Dove finiscono i dati aziendali quando Grok Bot lavora per te?

I dati finiscono sui computer in cloud di Cursor, negli Stati Uniti. Grok Bot funziona solo su computer ospitati da Cursor, con un solo programma di residenza dei dati, quello statunitense. Le richieste vanno a un modello proprietario di SpaceXSI o a modelli di terzi presenti nella lista dei sub-responsabili.

Secondo la pagina sull'uso dei dati di Cursor, aggiornata il 3 settembre 2026, molto dipende dalla Privacy Mode:

  • attiva: niente addestramento e conservazione zero presso i fornitori dei modelli, salvo quando scattano i controlli anti-abuso;
  • spenta: prompt e dati possono servire ad addestrare i modelli, senza giorni di conservazione indicati.

Il DPA di Cursor, aggiornato il 5 novembre 2025, qualifica Anysphere come responsabile del trattamento. I trasferimenti si basano sulle Clausole Contrattuali Standard e le violazioni vanno notificate entro 48 ore. Il contratto è regolato dalla legge irlandese.

Due dettagli pesano nella pratica:

Questi elementi servono per aggiornare il registro dei trattamenti e per capire se serve una valutazione d'impatto. Gli obblighi restano dell'azienda: ne parlo nella pagina su AI e GDPR. Per le API dei grandi fornitori, i controlli equivalenti sono nell'articolo sulle impostazioni privacy delle API AI.

Cosa cambia tra Teams ed Enterprise per controllare chi usa Grok Bot?

In Teams, Grok Bot è attivo di default per ogni membro, senza alcuna azione dell'amministratore. In Enterprise si attiva a mano e si può limitare a certi gruppi con Manage Group Access. È la differenza tra scoprire chi lo usa e decidere chi lo usa.

ControlloTeamsEnterprise
Attivazioneautomatica per tuttimanuale, per gruppi
Team Rules, policy sui connettori, bot condivisisìsì
SCIM 2.0, Network Controls, Team Secretsnosì
Auto-review obbligatorio con regole proprienosì
Action Recording ed esportazione OpenTelemetrynosì
Lista dei server MCP autorizzatinosì
Gestione e cancellazione dei computer dei membrinosì

Fonte: xAI, Teams and enterprises e Security.

Action Recording registra le azioni dei bot con una conservazione di 90 giorni. In Enterprise un bot non ha alcun accesso di default.

Restano lacune da mettere in conto:

Da dove partire per impostare Grok Bot in azienda senza sorprese?

Prima di creare il primo bot si decide chi può usarlo e con quali account. Questa è la lista di controllo che userei:

  1. Chi lo attiva. In Teams è già attivo per tutti, quindi controlla chi lo usa. Per limitarlo a un gruppo serve Enterprise.
  2. Quale piano. Parti da Premium con un gruppo pilota e misura per qualche settimana quanto pacchetto consumano Grok, Grok Bot e Cursor insieme.
  3. Privacy Mode verificata su ogni account.
  4. Account dedicati con permessi minimi, e app collegate una per una.
  5. Approvazioni umane per invii, pubblicazioni ed eliminazioni.
  6. Formazione con due regole scritte: quali dati non si danno al bot e niente password in chat.

Per chi lavora anche su X: il tag @bot non è disponibile per gli account registrati nell'Unione europea e in alcuni altri paesi, e la VPN non cambia nulla.

Grok Bot può avere senso per compiti ripetitivi su Google Workspace e Slack con dati non riservati, come preparare report o aggiornare un foglio condiviso: lì un abbonamento in cloud è spesso la strada più rapida. Non è la scelta giusta quando i dati non devono uscire dall'Unione europea, o quando il processo tocca ERP e CRM e richiede permessi diversi per ogni flusso. Lì conviene un agente costruito sul processo, con un modello di frontiera via API dove la qualità lo giustifica, un modello in locale dove i dati devono restare in casa, o entrambi. È il lavoro che faccio nella consulenza per inserire l'AI nei processi aziendali. Nell'articolo sugli agenti AI aziendali trovi i criteri per scegliere il primo flusso.

Se vuoi un parere sui tuoi processi, puoi chiedere una valutazione. Se la risposta è restare su Grok Bot o su un altro servizio cloud, te lo dico. Se invece serve un'alternativa interna, server e software si possono fornire già configurati.

Domande frequenti

Un bot può fare più di quanto può fare il mio account?

No. Secondo la documentazione di xAI, un'app collegata può fare solo ciò che l'account collegato può già fare e non può aumentarne i permessi. Però il bot agisce con la tua identità, quindi conviene collegare account con i permessi minimi necessari.

Le skill salvate addestrano il modello sui dati aziendali?

No. Una skill è un percorso salvato che il bot ripete, anche a orari stabiliti, e non è un addestramento del modello. L'uso dei dati per l'addestramento dipende dalla Privacy Mode: se è attiva, Cursor dichiara che i dati non vengono usati per addestrare.

Se disattivo Grok Bot, i dati sul computer in cloud vengono cancellati?

Non subito. xAI precisa che la sospensione non è una cancellazione. In Enterprise, disattivare Grok Bot blocca i membri ma non cancella i loro computer. Alla fine del servizio, secondo il DPA, i dati vengono cancellati o restituiti entro 30 giorni dalla richiesta scritta.

Grok Bot si può usare da un'azienda con sede in Italia?

La guida introduttiva non indica limiti per paese per l'app. È documentato invece che il tag @bot su X non è disponibile per gli account registrati nell'Unione europea, nel Regno Unito, in Australia, Islanda, Liechtenstein e Norvegia, e che la VPN non cambia nulla. Va considerato anche che i computer in cloud si trovano negli Stati Uniti.

Cosa succede quando si esaurisce l'uso settimanale?

Si può continuare con l'uso a consumo fatturato da Cursor, ma le tariffe non sono pubblicate. Per evitare sorprese conviene fissare un limite di spesa e controllare chi nel team consuma il pacchetto condiviso con Grok e Cursor.

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